Gli analfabeti funzionali sono un pericolo per il Paese

In Italia quasi il 100% della popolazione sa leggere e scrivere, ma quasi la metà di questi non sa capire ciò che sta leggendo. Le percentuali sono impressionanti e mostrano come l’alfabetizzazione sia un concetto separato rispetto alla funzionalità che ricopre. In altre parole: saper leggere e scrivere non garantisce di essere pienamente capace di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere con testi scritti per intervenire attivamente nella società. In questo caso si parla di analfabetismo funzionale.

se la popolazione avesse tutti gli strumenti per comprendere meglio ciò che accade nel mondo, esisterebbero certi partiti e organizzazioni politiche?

È possibile trovare corrispondenze dirette tra grado di analfabetismo funzionale e intenzioni di voto? Forse i due elementi non sono così facilmente collegabili, ma potremmo semplificare la questione chiedendoci: se la popolazione avesse tutti gli strumenti per comprendere meglio ciò che accade nel mondo, esisterebbero certi partiti e organizzazioni politiche? I dati dicono di no (Isfol, Occasional Paper, n. 9, 2013) . In particolare si sostiene che l’offerta politica che proviene dai partiti varia in base al target di riferimento. In altre parole: più la popolazione con diritto di voto non comprende la società, più alta è la probabilità che emergano movimenti e partiti politici che promulgano concetti di basso livello, spesso fuorvianti e lontani da ogni logica funzionale.

Non è il dato falso a rendere la campagna elettorale forte, bensì il target di riferimento al quale viene indirizzato, incapace di leggere la realtà che lo circonda.

Non è semplicemente questione di “populismo”, è più che altro buon senso delle idee difese e delle soluzioni a determinati problemi. Alcuni partiti politici utilizzano dati non corretti, fatti mai accaduti e fake-news per incitare (spesso all’odio) l’elettore di riferimento, sapendo benissimo che quell’elettore non possiede gli strumenti per capire che quei dati, quei fatti e quelle notizie sono evidentemente falsi e non corrispondono alla realtà. Non è dunque il dato falso a rendere la campagna elettorale forte, bensì il target di riferimento al quale viene indirizzato, incapace di leggere la realtà che lo circonda.

il 47% degli italiani è analfabeta funzionale

In Italia, secondo i dati dello studio Human Development Report del 2009, l’Italia risulta all’ultimo posto. Da noi il 47% della popolazione è analfabeta funzionale. La Norvegia all’8%. Chi è analfabeta funzionale è capace di leggere, ma non è capace di capire ed elaborare le informazioni. Alcuni partiti hanno compreso che per raccogliere voti bisogna parlare direttamente a questi elettori (che sono tanti, troppi) e somministrare loro ricette facili, soluzioni talmente semplici da essere comprese anche da un bambino della prima elementare. I famosi slogan di Berlusconi degli anni ’90 che assicuravano “meno tasse per tutti” sono rimasti tali, e con essi i vari “prima il Nord” e dopo qualche anno “prima gli Italiani” della Lega.

cosa succederebbe se un governo promulgasse la legge popolarissima di abolire le tasse?

Il vero pericolo, tuttavia, non è la falsa promessa elettorale per andare a governare, o una miope e poco lungimirante legge varata per farsi ri-votare e restare dunque al governo, ma quanto questa promessa – o questa legge – verrebbe applaudita dall’elettorato medio. Per un caso assurdo, cosa succederebbe se un governo promulgasse la legge popolarissima di abolire le tasse? Non metterebbe forse il Paese in ginocchio? Pensate forse che milioni di elettori non applaudirebbero ad una scelta tanto incosciente? Vorrei ricordare che tra le ultime trovate pubblicitarie della Lega ce n’era una intitolata “basta tasse”. Ovviamente a caratteri cubitali.

In altre parole, le responsabilità per la grave situazione in cui ci troviamo (e ci siamo sempre trovati) non sono però soltanto delle forze politiche che fanno pericolose promesse e varano leggi incoscienti, ma anche di un elettorato con standard culturali troppo bassi e con scarse – se non assenti – capacità di analisi della realtà. Il pericolo è sempre il medesimo: cadere ancora più in basso.